Il grado di mobilità dei cittadini dei 27 paesi membri dell’Unione europea è notevolmente aumentato grazie all’apertura delle frontiere e alla disponibilità di trasporti a prezzi più accessibili. Il trasporto delle merci, spesso oltre i confini nazionali, viene effettuato con maggiore velocità diminuendo cosi la distanza tra il produttore ed il consumatore su scala europea. La contribuzione dell’Unione europea su questa evoluzione è indubbiamente di grande rilievo in particolar modo grazie all’apertura dei mercati nazionali e all’abbattimento degli ostacoli sia tecnici che fisici, alla libera circolazione di beni, servizi e persone.
Oggi però i modelli di trasporto e i tassi di crescita non sono più sostenibili. Al fine di mantenere un elevato livello di competitività e dinamismo del mercato europeo, l’Unione europea deve raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi. Il settore dei trasporti costituisce un elemento estremamente importante nel bilancio comunitario, esso infatti produce il 10% della ricchezza comunitaria in termini di prodotto interno lordo (PIL), pari a circa mille miliardi di euro all’anno, e dà lavoro a oltre dieci milioni di persone.
In seguito all’allargamento del 2004 (da 15 a 25 Stati membri) l’implementazione delle politiche comunitarie relative alla costruzione di un mercato unico ha avuto come conseguenza l’aumento del volume delle merci e del numero dei passeggeri trasportati su lunghe distanze in modo particolare per quanto riguarda il trasporto merci su strada, tra i nuovi Stati membri e il resto dell’Unione.
> Legislazione
Pilastro fondamentale della politica comunitaria in questo settore è il "Libro bianco sui trasporti" del 2001, i cui obiettivi principali sono:
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invertire la tendenza che vede le ferrovie sempre meno presenti nel trasporto di passeggeri e merci.
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riduzione dei ritardi degli aerei creando una struttura di controllo del traffico aereo integrata a livello europeo;
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investire maggiormente nella navigazione marittima e interna;
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migliorare i servizi portuali e le norme di sicurezza marittima;
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combinare i modi per accrescere l’efficienza, diminuire la congestione, ridurre i costi e migliorare la qualità dell’aria;
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introdurre un sistema di biglietteria e di movimentazione dei bagagli integrato per tragitti effettuati con due modi di trasporto.
In seguito al riesame della politica dei trasporti nel giugno 2006, la Commissione europea ha affermato che nel breve periodo il piano d’azione deve focalizzarsi sulla necessità di aumentare il livello di competitività delle ferrovie, introdurre una politica portuale, ampliare i sistemi di trasporto intelligente, far pagare l’uso delle infrastrutture, produrre più biocarburanti e decongestionare le città.
>> i settori regolati dalle politiche dei trasporti sono:
Trasporti stradali
Trasporti aerei
Sicurezza stradale
Trasporti ferroviari
Trasporti marittimi
Navigazione interna
Trasporti intermodali
Logistica
Trasporti urbani non inquinanti
Reti transeuropee
Galileo
> Consultazioni pubbliche
> Bandi
>> Il Programma Marco Polo
>> Le Reti transeuropee di trasporto
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